22 marzo 2009

Roberto Perrone: Banana Football Club

Lettura piacevole, a tratti intensa e ricca di pathos. Storia di formazione di un ragazzo della MIlano bene (Pierpaolo) e dei componenti di una squadra di calcio, mi ha lasciato quella sensazione di mondo magico, tipica del fantasy. Perrone costruisce una storia lineare, dove la distinzione fra buoni e cattivi è netta e facile da afferrare: questo permette di schierarsi senza fatica e tifare per la parte giusta. il tutto è poi impregnato di una sorta di aura di nostalgia, nel senso che la semplificazione dei tratti (un bianco nero di buona fattura) avvicina la storia al racconto di un ricordo, dove gli angoli sono smussati e tutto va come sarebbe bello che andasse. Addirittura la stampa che difende i buoni, costruisce una storia edificante e spinge al pubblico ludibrio del cattivo di turno.
Un mondo semplice, dove conta conoscere i potenti, nel caso specifico il diretore del Corriere della Sera, per avere giustizia od almeno raggiungere i propri obiettivi.
Un po' di illusione ed un po' di speranza: un libro che vale la pena di leggre, per recuperare un po' di buoni sentimenti. Forse più adatto agli adulti che ai ragazzi?
Comunque va bene, perché do per scontato che non sia l'unico libro che uno legga.
Dal romanzo di Perrone, Otto Gabos ha tratto un fumetto che ne esalta le caratteristiche. Ne parlerò a breve su lospaziobianco.it.

23 febbraio 2009

Bilbobul

A Bologna, dal 4 all'8 Marzo si tiene l'incontro annuale organizzato da Bilbobul.
Lospaziobianco.it cura il blog della manifestazione.

07 febbraio 2009

LSB: Sandman, Il gioco della vita

Pubblicato su lospaziobianco.it articolo sul volume "Il gioco della vita", di Gaiman; lo potete leggere qui.
Aggiungo alcune considerazioni strettamente personali: "Il gioco della vita" fu il volume che, a suo tempo, mi riconciliò con Sandman; ad esempio, 'Sogno di una notte di mezza estate' mi era parso piuttosto velleitario, come un tentativo di reclamare al fumetto una dignità culturale, mostrando che anche un autore di fumetti conosce Shakespeare, piuttosto che dimostrare che il fumetto (ma io penso sempre: le singole opere) è in grado di proporre analisi, suggestioni e spunti, se non originali, almeno stimolanti. "il gioco della vita" è una storia molto classica, molto ben costruita e scritta, che per me dimostra appieno la bravura di Gaiman. La saga offre ben altri gioielli ("Le Eumenidi", innanzitutto, poi alcuni racconti), ma questo arco narrativo è l'ideale accesso al suo mondo.

30 gennaio 2009

Fumetto e Shoah: deAgostini traduce Die Suche

Come invecchiano velocemente i lavori; durante la lavorazione e pubblicazione del'articolo su fumetti e Shoah su lospaziobianco.it (leggi) sono usciti in Italia altri lavori- primo fra tutti la traduzione, presso deAgostini, di "Die Suche" degli olandesi Eric Heuvel, Ruud van der Rol, Lies Schippers, prodotto dal Museo Anna Frank. Di questo conto di scriverne fra breve. Il titolo italiano è "La stella di Esther".

27 gennaio 2009

LSB: Fumetti e Shoah

Pubblicato su lospaziobianco.it articolo su Il Fumetto e la Shoah.
Lo intendo come una raccolta di annotazioni e spunti: i temi da trattare e la letteratura legata alla narrazione ed all'analisi della Shoah sono talmente tanti e vast che qualsiasi lavoro non enciclopedico rischia di trascurare qualcosa.
In effetti, mi piace pensarlo come traccia o primo tassello di una ricerca più ampia; ad esempio, mi piacerebbe approfondire il lavoro di preparazione degli autori che hanno affrontato il tema; oppure usare i lavori sulla Shoah per raccontare le trasformazioni del linguaggio fumettistico e del ruolo di autore, tema di cui accenno anche negli articoli della serie Rileggendo Sandman, sempre su LSB.
Buona lettura.

22 gennaio 2009

LSB: Gabos, Esperanto

Pubblicata su lospaziobianco.it recensione sul bel lavoro di Otto Gabos, Esperanto: www.lospaziobianco.it/5170.

18 gennaio 2009

John Brunner: Tutti a Zanzibar

Tutta la narrativa di finzione condivide il problema di come gestire la descrizione dell'ambientazione, in modo che il lettore sappia tutto ciò che è necessario per seguire ed apprezzare le vicende, senza storidrlo od annoiarlo. Questo problema è particolarmente critico nelle opere di fantasy e fantascienza, dove l'azione si svolge in un mondo 'altro' e magari irriducibile all'esperienza quotidiana. In effetti, creare un mondo simile è parte intrinseca del piacere di scrivere: è il gusto della creazione portato al limite, no?
Il romanzo di Brunner è interessante e da leggere per un sacco di altri motivi, magari di contenuto, ma vi voglio far notare come l'autore inglese affronta il problema di cui sopra. La sua scelta (tanto inusuale da essere esplicitamente dichiarata all'inizio del volume) è di separare fisicamente le informazioni di contesto dallo svolgimento dell'intreccio, suddividendole ulteriormente in informazioni generali, che espongono frammenti delle basi culturali della società (stralci di articoli, libri, etc) e notiziari, che comunicano, in forma di titoli giornalistici, ciò che sta accadendo nel mondo contemporaneamente alla vicenda narrata. Brunner evita così il rischio di scene forzate, dove qualcuno inizia a spiegare la storia del mondo o simili (i famigerati spiegoni), offrendosi la possibilità ulteriore di giocare con gli stili.
Comunque, come già scritto, leggetelo per il contenuto e non certo per la pinzallacchera di cui sopra: imprescindibile per chiunque ami la fantascienza; notevole romanzo per tutti.
Effetti secondari: alimenta il sospetto che gli inglesi siano troppo più bravi degli statunitensi nel cercare nuove strade.